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Il computer: dalla scrivania alla tasca


    Il computer nasce come ausilio dell'uomo per l'automazione di calcoli scientifici e l'esecuzione di azioni ripetitive. La prima idea di computer, o meglio di elaboratore elettronico, si deve a Charles Babbage. Con la prima tecnologia elettronica è stato possibile avere i primi elaboratori che erano grandi come una stanza. Questi elaboratori erano fissi nel luogo e richiedevano moltissima energia per funzionare. Ciò non permetteva l'ubicazione in qualsiasi ufficio o abitazione.

    Con l'evoluzione della tecnologia che ha portato alla riduzione degli ingombri e dei consumi, si è passati a computer che potevano stare sulla scrivania di un ufficio e da lì viene coniato il termine desktop computer.

    Con l'ulteriore evoluzione si è arrivati a computer portatili dal peso e dimensioni contenute con i dispositivi di input e output integrati nel sistema. Tra i dispositivi indispensabili di input abbiamo necessariamente la tastiera, il sistema di puntamento (mouse). Quelli di output indispensabili sono il monitor (chiamato anche schermo), la stampante (per materializzare i lavori eseguiti). Esistono anche strumenti opzionali che attualmente troviamo su tutti i computer: casse audio, microfono, scheda di comunicazione senza fili (wireless),  batteria di lunga durata.

    In tal modo il computer portatile si è trasformato, oltre a strumento di lavoro, in un dispositivo di comunicazione (email, chat, telefonia tramite rete internet, visione di fotografie e di filmati), ma ha ancora alcune modernità che possono diventare facilmente superabili:

  • mancanza di un riconoscimento vocale per permettere ai portatori di handicap manuali di scrivere e di eseguire le normali operazioni che tutti noi effettuiamo senza rendercene conto;

  • tascabilità;

  • durata della batteria realmente di alcuni giorni (come il telefono cellulare);

  • ricezione senza fili (wireless) dovunque attraverso reti wi-fi o wi-max (simile alla telefonia mobile)

  • meno fragilità e usura dei componenti con minore richiesta energetica (hard disk simili alle memorie per fotocamere digitali, monitor con retroilluminazione a led);

    Attualmente lo scenario è di sistemi di computer "ultra portatili" costosissimi, ma fra qualche anno saranno dei ricordi.

    Il palmare è già un mix tra telefono, fax, agenda e "quasi computer". E' ancora poco funzionale per alcune applicazioni a causa della bassa risoluzione dello schermo.

    Il futuro sarà rappresentato da un sistema efficace di riconoscimento vocale, da un output visivo attraverso degli occhiali (che garantiscono privacy di utilizzo in pubblico e altissima risoluzione) che sono simili alle maschere di saldatura (si scuriscono in base alla quantità di luce) oppure da monitor touch-screen (schermo a contatto, simile alle macchine selfservice nelle stazioni ferroviarie), da un sistema di input dato da una tastiera pieghevole (possibilmente senza fili), da un micro mouse simile al track pad per computer portatili.

    Il computer si evolverà in una unità dati più piccola e portatile. Questo oggetto dovrà fondere gli attuali dispositivi scollegati tra di loro (telefono di casa, telefono di ufficio, cellulare, lettore di musica, lettore di video e film, archivio dati, foto, video). Non bisogna sottovalutare la sua facilità di utilizzo da parte di diversi livelli culturali e da diversi livelli di abilità fisiche, non trascurando coloro che per nascita o causa siano invalidi e attualmente risultano isolati da questo strumento di comunicazione.


Ottobre 2007, Giovanni Colangelo


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